Ma nei

L’essere umano è fallibile, solo che è troppo testardo e ottuso per ammettere quando fallisce. Stan quasi tutti qui i problemi dell’umanità attuale. Qui e nella coprofagia.

In realtà, come il rispetto torna sempre a essere il fondamento di ogni pensiero etico, di ogni azione volta allo sviluppo e al benessere di un’umanità sempre più folta, l’egoismo è l’antagonista primo. L’emanazione più bieca e mera di questo antagonista, non è il sesso, come certe correnti di pensiero si piccano d’aver scoperto, ma il denaro.

I diritti umani appaiono, a volte, non di questo mondo, quando si osservano i comportamenti di chi dovrebbe governare un paese (sul concetto di “paese” arriveremo, prima o poi). Purtroppo i diritti di ciascuno, sono assoggettati alle possibilità (e ci mancherebbe altro, la natura e la continuazione della specie lo richiedono in sé), il problema sta nella sostituzione delle possibilità naturali, con le possibilità economiche.

Per fare un esempio bieco e ritrito: “water, water everywhere, nor any drop to drink”. L’acqua, su questo pianeta, basterebbe per dissetare l’intera popolazione, ma si passa da chi se la fa portare dall’altra parte del continente (su gomma, con diesel, in plastica… geniale!) a chi ce l’ha sotto i piedi e non ha la possibilità di scavare e trovarla. E perché?! Perché c’è chi può e chi non può. Quando in realtà non ci dovrebbe essere differenza tra chi e chi. L’unico discrimine tra le persone dovrebbe essere il merito, basato su capacità, impegno e disposizione d’animo.

E invece esiste chi guadagna soldi dai soldi (la crisi economica è l’esempio lampante e ridicolo di quanto ci si sia spinti oltre, senza che sia cambiato nulla da quando è scoppiata… chi guadagnava, tuttora lo fa, chi perdeva… idem) ed è già un’assurdità questo, ma c’è anche chi lo invidia, cercando in ogni modo di raggiungerlo o somigliargli. Come fosse un modello da seguire. Perché sin da piccoli si cresce competitivi e convinti che “mio”, punto.

Quei grandi pensatori che arrivano a conclusioni del tipo “il denaro non porta felicità”, sperano in un mondo ideale e perfetto, che non si raggiungerà mai, finché il denaro rimarrà un fine e non tornerà a essere il mezzo (verso la felicità). In questo mondo “il denaro non dovrebbe portare felicità”, ma ci si abitua a pensare lo faccia.

Forse basterebbe fermarsi a guardare ciò che accade: il denaro può comprare l’amore?! No. Il denaro può comprarti qualcuno che ti ricordi finché vive?! No (su questo la chiesa ha costruito un gran business, ma non ci spreco neanche una parola, anzi una: mavacagher). Il denaro, quindi, ha davvero il valore che gli si attribuisce?! …

Inserito in money, spiega, valori | Lascia un commento

Re ligio

Partendo dal presupposto che l’essere umano ha una capacità intellettiva limitata, esso ha sempre considerato magico ciò che appariva inspiegabile ai propri sensi e all’intelletto (dal materiale al metafisico). Data la naturale tensione verso il dare risposte (che sfocia nella società attuale in sempre meno rari casi di esseri cagacazzo), l’essere umano annovera nella sfera religiosa tutta una serie di “risposte in potenza”.
Le scienze, invece, non sono altro che la paziente ricerca di risposte concrete a domande più o meno complesse. Queste scienze compiono passi più o meno giganti verso una completezza irraggiungibile del sapere. Nonostante l’effimero scopo, la realtà è troppo affascinante per esimersi dal ricercare.
L’essere umano, come l’universo di cui è parte, è composto da materia (e antimateria, a quanto pare). Il caso che ha permesso alla materia di aggregarsi e scorrere sino allo stato attuale, è un processo meccanico (fighissimo, ma spiegabile solo in parte, per ora).
Per fortuna (o magari anche “purtroppo”, ma che ci viene a esser pessimisti?! (e lo dico io che son distimico… eheh)) l’essere umano è dotato d’intelletto e sentimenti. L’intelletto gli permette di analizzare ciò che è misurabile e di speculare con la fantasia su ciò che non lo è, o sul perché esista tutto ciò che esiste (esiste?!). I sentimenti, invece, gli permettono di speculare sul materiale o sull’inventato, per riempirsi un po’ la vita.
Questo riassunto semplicistico non vuole essere onnicomprensivo, cerca solo di focalizzare l’attenzione su di un punto: “ofelé fa ul to mesté”, che è un detto milanese per “ogni specialista si applichi nel proprio ramo”, che più tecnicamente sta per “non cagar fuori dal vaso”.
Quel che è concreto verrà analizzato dalla sfera intellettuale e porterà risposte misurabili; potrà anche essere percepito, rielaborato, utilizzato e distrutto da quella sentimentale, ma ogni risultato di queste azioni, andrà annoverato tra i parti della fantasia: una finzione, un volo, un solipsismo, una poesia; qualcosa di volatile e fondamentalmente opinabile e soggettivo, che potrà essere da sprone per aprire la mente (derivazione auspicabile), oppure potrà dare risposte appaganti, ma non universali o “insegnabili” senza l’utilizzo di biechi stratagemmi o sospensioni dell’incredulità.
Nonostante l’arte sia spesso un fantastico modo di spiegare la realtà e sognare l’irreale, la religione non vale nulla più dell’arte, per questo scopo (e visti i prezzi di certa arte moderna, vale pure troppo). Quindi, scannarsi su quale religione sia “quella vera” o la migliore, non è altro che una scazzottata tra ubriaconi, un’emanazione del più bieco egoismo, quindi una pratica esecrabile e da rifuggire (insomma, puoi star lì anni col righello a misurar chi ce l’ha più lungo, ma non ti accorgerai mai di quanto, in realtà, non conti un cazzo).
Per tutto quel che è inutile, infine, c’è la semiotica. Ed è una figata.

Inserito in consigli, religione | 1 commento

Parole

Le parole son quel che sono: semplici parole.
Non bisogna ammantarle di mistero o magia, quando si cerca un significato. L’aura di splendore, va lasciata alla poesia, al racconto, alla fantasia, alla musica e a tutto ciò che ci culla e intrattiene, in questo scorrere tra gli atomi. La scienza ricerca significati che le parole tentano di cogliere, accogliere e raccogliere.
Ma le parole non sono solo semplici parole.
Racchiudono mondi di non detto, di sogni, di speranze e sentimenti. Ingannano, fuorviano, strappano e spingono, sono forza e aspettative. Le parole sono chiavi, spade, baci, cure e solletico.
Le parole vanno pesate, perché possono esser semplici parole oppure tanto altro. Qui dentro cercherò di giocare, senza essere irrispettoso, tra significati e sensi. Fallo pure anche tu, è un gioco divertente.

Inserito in parole, spiega | Lascia un commento

Spieghe

Il consiglio che questo blog condivide è la base di ogni rapporto umano (con gli altri e con se stessi). Le sue declinazioni non sono altro che emanazioni di quella predisposizione del cuoreanimacervello, in situazioni, scenari, momenti e battiti.

La regola che cercherò di perseguire, qui, nelle “spieghe”, sarà: pensare semplice. Il traguardo raggiunto da concetti complessi, non è altro che la somma di più ragionamenti atomici o scomponibili. Dalla combinazione di speculazioni innocue, non usciranno mai regole, ma solo consigli. La loro applicazione non ti farà guadagnare nulla, se non un formicolio di soddisfazione, quando ti accorgerai di aver evitato di far male a qualcuno.

Inserito in consigli | Lascia un commento